Il Giappone dà il via alla stagione della caccia alle balene, di nuovo

Nella giornata di sabato 3 aprile, quattro navi baleniere sono salpate dai porti giapponesi di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, e Hachinohe, nella prefettura di Aomori. Prende così ufficialmente il via la stagione della caccia alle balene per scopi commerciali, la terza da quando il Giappone ha abbandonato la Commissione baleniera internazionale (Iwc).

Le navi salpate dal Giappone uccideranno 120 balene

A queste prime quattro navi se ne aggiungerà una quinta che partirà a giugno da Abashiri, nell’isola di Hokkaido. Stando alle informazioni diffuse dell’Agenzia della pesca, complessivamente hanno in programma di catturare circa 120 balenottere da qui alla fine di ottobre al largo della costa di Sanriku e dell’isola di Hokkaido. A giugno riprenderanno anche le operazioni al largo, precisa il quotidiano Japan Times.

Il Giappone ha ucciso 50 balenottere nel mare di Ross in Antartide
Il Giappone continuava a cacciare balene con la scusa della ricerca scientifica © Tom Benson/Flickr

La decisione del Giappone di ricominciare in via ufficiale la caccia alle balene per scopi commerciali è stata pesantemente criticata dalla comunità internazionale. C’è anche da dire, però, che la pratica non era stata del tutto abbandonata nemmeno quando il paese faceva parte della Iwc. All’epoca le operazioni venivano giustificate da presunti fini di ricerca scientifica.

Anche la Norvegia continua la caccia alle balene

Ormai si contano sulle dita di una mano i paesi che si ostinano a portare avanti questa contestatissima attività. Insieme al Giappone c’è anche la Norvegia, il cui governo – denuncia la ong Whale and dolphin conservation – continua imperterrito a foraggiare l’industria della carne di balena e promuoverne il consumo nelle mense scolastiche, nonostante il gradimento da parte della popolazione sia in calo. Durante la scorsa stagione di caccia le navi norvegesi hanno catturato più di cinquecento balene. Quest’anno le istituzioni hanno confermato la quota massima ammissibile (pari a 1.278 esemplari), allentando al tempo stesso le regole per permettere a un maggior numero di baleniere di unirsi alla flotta.

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